Il nostro servizio www.cvefind.com è una piattaforma di ricerca e monitoraggio dedicata alle vulnerabilità informatiche. Consente ai professionisti della cybersecurity, agli sviluppatori, agli amministratori o ai CISO di consultare rapidamente le falle note (CVE), di seguirne l'evoluzione e di accedere a indicatori complementari per dare priorità ai trattamenti.
Il nostro obiettivo con CVE Find è rendere l'informazione più accessibile, leggibile e utilizzabile rispetto ai database ufficiali, spesso troppo tecnici o poco ergonomici. Centralizziamo dati utili (CVSS, EPSS, stato KEV, date, prodotti interessati) e facilitiamo il processo decisionale per le azioni di correzione o di allerta.
La classificazione CWE serve a standardizzare la comprensione delle vulnerabilità di sicurezza nei sistemi informatici. Aiuta sviluppatori, tester e analisti a identificare gli errori di progettazione o di codifica comuni, al fine di evitarli o correggerli più efficacemente. Grazie a questa tassonomia, gli strumenti di sicurezza possono produrre report coerenti e utilizzabili.
È anche molto utile per la formazione dei team tecnici, la valutazione degli strumenti di rilevamento, la priorizzazione dei rischi e la conformità a determinati standard come ISO/IEC 27001. Integrando i CWE nei processi di sviluppo, è possibile migliorare significativamente la sicurezza fin dalla fase di progettazione.
Sì, il nostro servizio CVE Find integra lo stato KEV (Known Exploited Vulnerabilities) mantenuto dalla CISA. Se una vulnerabilità è confermata come attivamente sfruttata in natura, viene contrassegnata come tale nella scheda CVE corrispondente, con un link alla fonte ufficiale.
Ciò consente agli utenti di individuare immediatamente le minacce urgenti, senza dover incrociare manualmente i dati con altri database. Lo stato KEV viene aggiornato regolarmente e può anche essere utilizzato come criterio di filtro nell'interfaccia.
Sì, il nostro servizio CVE Find è accessibile gratuitamente online. Tutti gli utenti possono consultare le schede CVE, applicare filtri e accedere alle informazioni arricchite (punteggi, stati di sfruttamento, dati KEV/EPSS). L'obiettivo del sito è democratizzare l'accesso alle informazioni sulle vulnerabilità, senza barriere finanziarie.
Funzionalità avanzate (es.: integrazione API, esportazione automatica, avvisi personalizzati) sono offerte sotto forma di opzioni o servizi premium, ma la base funzionale rimane aperta a tutti.
In una PMI, tutti i collaboratori devono essere formati, almeno sulle basi della cybersecurity. Ogni profilo è coinvolto: l'amministrazione che gestisce documenti sensibili, il commerciale che comunica via email con l'esterno o il tecnico che accede agli strumenti di gestione. La formazione deve essere adattata al ruolo e ai rischi associati a ciascuna posizione.
Inoltre, i team tecnici, i referenti per la sicurezza (quando presenti) e la direzione devono seguire una formazione più approfondita per comprendere le problematiche, guidare le decisioni e reagire efficacemente in caso di incidente. In una PMI, dove le risorse sono limitate, formare in modo intelligente e progressivo è spesso più realistico che puntare all'esaustività.
I professionisti della cybersecurity sono i principali utilizzatori dei CAPEC: analisti SOC, esperti di penetration testing, architetti della sicurezza, sviluppatori, formatori o team di threat intelligence. Li utilizzano per comprendere le tattiche degli avversari, preparare scenari di test e rafforzare le difese.
Ad esempio, un pentester può utilizzare un CAPEC per strutturare un attacco simulato secondo uno scenario realistico. Uno sviluppatore può trovarvi indicazioni sugli errori di progettazione da evitare. Un CISO può integrarli nelle analisi dei rischi per illustrare meglio le potenziali conseguenze di una debolezza tecnica.
Bexxo è un'azienda esperta in cybersecurity con sede a Neuchâtel in Svizzera. Realizziamo audit, offriamo servizi di consulenza e aiutiamo i nostri clienti a migliorare la protezione dei loro sistemi informatici dalle minacce attuali.
Eseguiamo una valutazione completa della vostra situazione, identifichiamo le discrepanze e proponiamo un piano d'azione concreto per allineare le vostre pratiche agli standard richiesti.
Identifichiamo le problematiche e il margine di manovra, valutiamo i rischi e privilegiamo il dialogo per ottenere il miglior risultato possibile, limitando al contempo i costi e i rischi legali.
Lo sfruttamento di una zero-day si basa sullo sviluppo di un exploit specifico, ovvero un codice o un metodo in grado di sfruttare la vulnerabilità prima che venga corretta. L'attaccante può integrarlo in un documento compromesso, un sito web, un malware o un'email di phishing.
Una volta lanciato l'exploit, può consentire di prendere il controllo del sistema, installare un cavallo di Troia, aprire una backdoor o estrarre dati. La particolarità di un exploit zero-day è che sfugge ai meccanismi di rilevamento classici, poiché si basa su una debolezza ancora sconosciuta a tutti.
Il nostro servizio CVE Find permette di filtrare e ordinare le vulnerabilità secondo diversi criteri chiave: punteggio CVSS, punteggio EPSS, appartenenza alla lista KEV, livello di severità, data di pubblicazione, ecc. Questi indicatori combinati permettono di identificare rapidamente le falle più gravi e quelle con maggiore probabilità di essere sfruttate.
Una volta applicati i filtri, l'utente può abbonarsi agli avvisi o esportare i dati per l'integrazione in strumenti interni. In questo modo è possibile mantenere una sorveglianza attiva, focalizzata sulle vulnerabilità realmente pericolose, evitando al contempo il rumore di informazioni poco pertinenti.
La CISA (Cybersecurity and Infrastructure Security Agency) è un'agenzia governativa americana. È incaricata di proteggere le infrastrutture critiche degli Stati Uniti contro le minacce cyber e fisiche, fornendo supporto, strumenti e raccomandazioni alle amministrazioni, alle aziende e al pubblico.
Nel campo della cybersecurity, la CISA agisce come un centro di coordinamento per prevenire gli attacchi informatici, reagire agli incidenti, condividere informazioni sulle minacce e promuovere le migliori pratiche di sicurezza. Sebbene americana, il suo ruolo e le sue risorse influenzano le pratiche di cybersecurity a livello globale, grazie alla sua trasparenza e alla sua leadership.
È una diagnosi dell'architettura e delle configurazioni della tua infrastruttura (router, firewall, switch, ecc.) al fine di individuare eventuali falle di sicurezza o colli di bottiglia.
Un audit web consiste nell'analizzare in profondità le vulnerabilità di un sito internet o di un'applicazione online: test di intrusione, verifica del codice sorgente, configurazioni server, ecc.
Un test di intrusione, o pentest, è una valutazione di sicurezza che consiste nel simulare un attacco reale su un sistema informatico, una rete o un'applicazione, al fine di identificarne le vulnerabilità sfruttabili. L'obiettivo è rilevare le falle prima che un attaccante le scopra e fornire raccomandazioni concrete per rafforzare la sicurezza.
A differenza degli audit puramente documentali, il pentest si basa su tecniche offensive, simili a quelle utilizzate dagli hacker. Può includere lo sfruttamento di falle software, la compromissione di account o l'attraversamento di firewall. Viene spesso eseguito in aggiunta a una scansione automatizzata, per valutare non solo la presenza di falle, ma anche la loro effettiva sfruttabilità nel contesto di riferimento.